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Prima

“Prima”, ma non chiediamoci prima di cosa, sottolineavo i libri che leggevo. In realtà li “operavo”, li sezionavo. Non si trattava di una pura e semplice sottolineatura, piuttosto di una specie di vivisezione. Sottolineature di diversi colori, frecce, note a piè pagina, letterine, punti, spirali, virgolette, parentesi, insomma una vera ferramenta segnica. Poi è arrivata l'epoca degli evidenziatori che mi ha toccato poco: troppi presuntuosi. Quindi ho i cominciato a trascrivere intere pagine sui miei quaderni; ne ho riempiti decine. Ho letto interi libri alla ricerca di cosa sottolineare oppure cosa ricopiare sui miei quaderni. Oggi, per meglio dire da alcuni anni, mi limito a leggere con qualche cedimento; anzi con molti cedimenti, ma ho imparato a convivere con questa innocente dipendenza. Tanto da condividerla con voi…

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