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Visualizzazione dei post da marzo, 2012

Qualche libro

E’ appena uscito (anzi mi sono accorto di averlo acquistato prima che uscisse poiché era ancora nel carrello del fornitore della libreria), un prezioso ed ironico librettino di Haim Baharier, “Qabbalessico” che si preannuncia essere una gustosa lettura…Non ho saputo resistere nemmeno a “Le api e i ragni” di Marc Fumaroli; non poteva mancare un graphic novel, quello di Manchette e Tardi dal titolo “Posizione di tiro”…Per oggi può bastare.

Caratteri tipografici

  La mia passione per i caratteri  tipografici non ha più briglie e nelle praterie sconfinate del Web non può essere che così...

Paulo Pimenta

  Non so dove Paulo Pimenta abbia scattato questa foto e nemmeno dove sia esposto “La place de l'Europe” di Caillebotte, ma il protagonista resta comunque il bellissimo quadro del grande Gustave, non v'è ombra di dubbio. Confesserò di non aver mai visto dal vero la piazza sotto la pioggia, né mai vorrò vederla, Per me è quella di Caillebotte, un'altra non riesco a immaginarla.

Paradiso amaro

Mi è capitato di vedere qualche giorno fa un film che non mi ha particolarmente entusiasmato, anche se si tratta di un buon film, si tratta di “Paradiso amaro” di Alexander Payne. Ma proprio quando guardo film che non suscitano in me particolare interesse comprendo perché il cinema americano ha un fascino quasi irresistibile su di me: perché è, spesso, fatto bene. Bella scoperta si dirà…Non intendo per “fatto bene” che racconti sempre storie avvincenti, appassionanti, no, intendo che è artigianalmente fatto bene. Quasi nulla è lasciato al caso. Gli oggetti che compaiono nei film americani raccontano altrettante storie, allo stesso modo dei personaggi della vicenda. I rumori sono “importanti”, i materiali hanno una consistenza vera, persino il tempo, intendo il tempo meteorologico, dice la sua. La differenza con un film italiano (ma anche europeo), è lampante: nel nostro cinema se una ripresa viene fatta sotto la pioggia, è perché la pioggia è finalizzata ad uno sviluppo dell'azione...

Il tedesco

Qualche anno fa lessi un favoloso libro di un giornalista newyorkese, A.J. Jacobs dal titolo “Un anno vissuto biblicamente”. Il libro racconta l'esperienza del giornalista ebreo che si cimenta nel disperato tentativo di vivere un intero anno alla luce dei dieci comandamenti e di tutti i precetti che la Bibbia impone ai credenti; si tratta di circa ottocento regole da mettere in pratica ogni giorno e per ogni circostanza del vivere quotidiano. Lo può fare tranquillamente anche un cristiano con molte meno regole. Entrambi hanno poche possibilità di riuscirci e non ci riescono perché non vogliono riuscirci. Nella mia vita di credente e praticante incontro spesso, nelle chiese della mia città ma soprattutto nella cattedrale e in duomo, un personaggio strano al quale ho afibiato il soprannome di “Il tedesco”, per il semplice motivo che  "è" tedesco. Credo che quest'uomo rispetti senza alcuna apparente fatica tutti i precetti cristiani, penso che conduca una perfetta vita d...

Statuette

Ho una passione per le statuette. Non ne ho molte in casa, ma ne ho di preziose. Una statuetta può anche andare a sostituire uno dei miei amati oggetti tecnologici. Chissà quali affinità li accomuna…

Karin Sander

  Ho fotografato l'opera di Karin Sander lo scorso anno a Milano nell'ambito della manifestazione “Fuori salone”. Ne sono rimasto molto affascinato…Statuette “fotografiche” o fotografate a tre dimensioni.

Made in Italy

Tutti noi, quasi tutti, ci siamo prima o poi sentiti fieri del “made in Italy”, ci siamo cioè riconosciuti in un marchio o forse dovrei dire in un “brand”. Prima o poi tutti abbiamo ceduto all'idea, del tutto teorica e retorica, che “noi” siamo discendenti degli antichi romani. Prima o poi tutti ci siamo sentiti orgogliosi di essere figli della stessa patria di Pavarotti, di Giorgio Armani o di Enzo Ferrari; ognuno di noi non sfugge alla tentazione di sentirsi “fiero di essere italiano”. Certo molti hanno anche il vizio di pronunciare espressioni roboanti e prive di senso come “mi vergogno di essere italiano”, ma questo accade solo in occasione di ricorrenti scandali politici, o di qualche disgraziatissima vicenda italiana. Comunque tutti si sentono figli della Magna Grecia, parenti di Giulio Cesare, fratelli di sangue di Raffaello, cognati di Leopardi, cugini di Garibaldi, ma solo conoscenti di Mussolini. Insomma, siamo retorici. Non possiamo farci nulla ma soprattutto non lo vogl...

Ritratti di città

"…Ogni veduta, soprattutto tra quelle tradotte in rami, è dotata di un corredo di testi: titoli, sottotitoli, dediche, indici topografici o per monumenti, didascalie esplicative più o meno lunghe. Alcune indicano soltanto i “Mirabilia” delle città, altre come quelle delle dottore Lafréry, indicano non solo le fabbriche, ma anche le strade, le piazze, i quartieri, i servizi, le infrastrutture…" (Cesare De Seta, Ritratti di città )

Un luogo da immaginare

  Edward Steichen…Versailles un luogo che non voglio vedere ma immaginare.

Hugo Cabret

Non è necessario spiegare basta “vedere”. Il capolavoro di Michel Hazanvicius è il secondo film sul cinema che vedo nell'arco di un paio di settimane, dopo il capolavoro di Scorsese, “Hugo Cabret”. Non è la prima volta che il cinema si interroghi sul cinema e non sarà nemmeno l'ultima ma è dai tempi de “Lo stato delle cose” di Wenders che non vedevo un'opere completamente risolte, poetiche, avvincenti, sull'argomento, come questi due veri capolavori insomma. A chi dice che gli Oscar vadano solo a film che mettono in campo grandi mezzi, consiglio di vedere “The artist”, a chi sostiene che Hollywood omaggia solo i grandi divi consiglio di osservare le interpretazioni di Jean Dujardin e di Bérénice Bejo. Guardate e negli ultimi tre minuti ascoltate. Quante parole inutili si ascoltano di solito?  

Sul canale

  Una sera di settembre lungo il Canal St. Martin…

Inchiostri

Ora scrivo con la scrittura elettronica e con una delle mie Montblanc ma l'inchiostro, in esse, è veicolato da un sistema di stantuffi a pressione oppure incartucciato in appositi contenitori plastici. Un tempo l'inchiostro veniva “pescato” dalla curvatura del pennino che si diceva “intinto” (dal termine di “tinta”, solitamente blu). Il pennino, poggiato sulla carta tramite una leggera pressione delle mano divaricava la scanalatura mediana rilasciando una piccola quantità di inchiostro che si configurava sulla carta leggermente porosa come una sorta di rigagnolo che la nostra sintesi visiva leggeva come un segno scrittorio: ed ecco la gambetta della “a”. Dopo questa operazione si procedeva alla asciugatura tramite rimozione della “scrittura” poggiando dolcemente ma con mano ben ferme una carta detta “assorbente” sul foglio ove era stata vergata la lettera. L'operazione comportava anche un certo rischio, poiché la carta assorbente era leggermente vellutata e il suo “pelo” po...

Due posti al mondo

Ci sono due posti al mondo dove mi sono sempre sentito al centro del mondo. Il primo è Times Square a NYC. Da lì prima o poi passano tutti. E tutti quelli che passano da lì sembra che ci passino ma per andare da qualche altra parte. A Time Square è difficile vedere qualcuno che non trasporti nulla: zaini, borse, computers, trolleys, sacchi, pacchi. Si infilano veloci nella subway e spariscono. Star seduti da Starbucks a Times Square è molto più utile che frequentare la facoltà di antropologia. L'altro luogo è la scala mobile della Porte Lescot al Forun des Halle a Parigi (area ora oggetto di una profonda ristrutturazione). Una lunga ed ininterrotta fila di persone sale e un'altra fila infinita scende verso il metro della più grande stazione di metropolitana del mondo Chatelet-Les-Halles, sette linee di metro che si intersecano e milioni di persone in transito… Lasciate perdere i libri, le interviste, le inchieste televisive, perfino Facebook o Twitter e sedetevi da Starbucks op...

Parigi di carta

  Typographyc maps…

La "bd" al Louvre

  Bernard Hislaire. La collezione di fumetti ambientanti al Louvre e intorno al Louvre si è arricchita di un altro pezzo degno di nota…

Letture

Non ho mai letto un solo libro alla volta. Non ne sono capace. Ne leggo sempre due o tre contemporaneamente. Mi concentro solo di fronte alla lettura comparata. Generi diversi, concentrazione uguale. Ora, da tempo, ho abbandonato la stampella della sottolineatura, la protesi della matita. Ora leggo. E “il piacere del testo” mi offre ampi spazi di piccolissime felicità.

L'oggetto libro

Ho avuto notizia proprio poco fa che una cara amica ha scritto un libro. Proprio qualche giorno fa pensavo di quanto fosse ormai inutile scrivere libri. O almeno di quanto lo stesse diventando. Forse precorro i tempi, anzi, li precorro certamente, ma sono convinto che i libri abbiano poco futuro. Non intendo l'oggetto-libro che è stato anche al centro di un libro (guarda caso), di Umberto Eco e Jacques Rivière dal titolo “Non sperate di liberarvi dei libri”. L'oggetto è pratico, relativamente poco costoso, piuttosto resistente, non richiede grandi applicazioni tecnologiche. Il problema è che il libro serve “solo” ad essere letto ma per tutto il resto, dalla conversazione, alla recensione, all'acquisto, allo scambio, alla catalogazione, il “resto” appunto, avviene, ormai, tutto qui. E anche la lettura, non solo per il fenomeno degli e.book, comincia a spostarsi dalla carta allo schermo. Si potrà dire che è una bella scoperta. Lo è. Non intendo la mia, intendo il Web. Inutile...

Mappe

  Ho sempre avuto una passione smisurata per le mappe, le carte topografiche e geografiche…Una passione che viene dall'infanzia. Ho riscoperto il piacere di guardarle anche grazie a “Strange maps” un sito che è davvero una maniera di bizzarrie…Nell'illustrazione una mappa dell'immaginario sessuale dell'uomo inglese (Map of Englishman)

Un anno fa...

  Place Vendome, un anno fa…

Un'orgia di immagini

  Un'orgia di immagini. Tumblr, Flickr, fffound, un vero diluvio di immagini ci ha invaso. Invaso? Mah forse non è il termine esatto ma rende l'idea. Da bambino possedevo raccoglitori di figurine; erano per me, soprattutto immagini, il loro scopo didattico per me era irrilevante, io volevo “guardarle”. Ora il Web offre immagini all'infinito: grafica, arte, fotografia, pubblicità, disegni, fumetti, illustrazione. Tutto. Nessuna controindicazione, tranne forse quella di non saper più scegliere…

Paul Belmer

  Un'opera di Paul Balmer.

Il mestiere di cartografo

  "…A quel tempo il mestiere di cartografo era un'attività in bilico tra esperienza propriamente scientifica e pratica artistica: si passava da un campo all'altro con assoluta disinvoltura tra quelli che oggi ci appaiono settori separati e ben definiti…" Cesare De Seta, Ritratti di città

Un vecchio libro

Ho preso tra le mani un vecchio libro, le opere di Wilde in una elegante edizione de “I meridiani” (Mondadori); ho letto la data di acquisto: marzo 1981. A volte non mi rendo conto di molte cose. A volte sì e questo è anche peggio…

GiPi

La tavola di GiPi che amo di più; non poteva mancare in questo quaderno…  

L'inferno

"...E tutto diverso da come è immaginato. E tutto diverso da come tramandato. Un inferno senza diavolo. Un inferno senza fiamme. E un inferno senza suono e senza insania nessuno lo può narrare. Un inferno melodico, un inferno che canticchia, un inferno di dieci miliardi diverse sigle musicali. Un inferno di apparecchi, tastiere e sistemi. E nessun Dio che parla dal mormorio del vento… Peter Handke, La montagna di sale