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Visualizzazione dei post da aprile, 2012

Nevver

  Here comes the rain again

Idiotismo

"  …Oggi quel che chiamiamo arte non è nient'altro che un idiotismo attraverso il quale si esprimono i capricci infantili di un individuo che crede di non dover più nulla a nessuno…" Jean Clair, La crisi dei musei

Rain

  Here comes the rain again

Le plan de Turgot

  Tra le cose che amo, oltre a Parigi e New York ce ne sono tante altre; farne un elenco sarebbe stucchevole (per voi, non per me), ma posso tranquillamente affermare che c'è una passione quasi morbosa per le piante topografiche delle città. L'oggetto del desiderio per antonomasia è “le plan de Turgot” questa magnifica carta a rilievo disegnata da Louis Bretz, incisa da  Claude Lucas e descritta da Aubin, proprio per Turgot. Smettete di leggere e correte a guardare…

Alcuni libri

Qualche nuovo acquisto: “Come Woody Allen può cambiare la nostra vita” di Eric Vartzbed, “Le api e i ragni” di Marc Fumaroli, “La crisi dei musei” di jean Clair, “Cronache di Gerusalemme” di Guy Delisle, “Metronomo” di Lorant Deutsch…

La musica classica fa dormire

Mi è capitato molte volte di veder dormire qualcuno che assisteva ad un concerto di musica classica. L'ultima volta mi è accaduto ieri sera mentre assistevo, nella Basilica di San Gaudenzio nella mia città all'esecuzione delle “Variazioni Goldberg” di Johann Sebastian Bach da parte di Simone Pedroni. Ma, ripeto, mi è accaduto molto volte. Scandalo? Non per me. A mio modo di vedere chi dorme ama la musica che sta ascoltando. Abbandonarsi al sonno accade solo quando ci si sente a proprio agio, quando la rilassatezza del nostro corpo raggiunge il suo apice; succede solo quando vogliamo lasciare le tribolazioni di questo mondo almeno per un po’. “Somnium est imago Mortis” dicevano i latini e se la musica ci fa trapassare in un provvisorio “altro mondo” credo abbia raggiunto il suo scopo, forse uno dei suoi scopi. Naturalmente, per questione di buone maniere, non ci si deve abbandonare troppo in fretta nelle braccia di Morfeo, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che non sia stata l...

Bagnostian

“It won’t be long till happiness steps up to greet me” Tribeca, nyc.  

Brooklyn

 " …Rimasero a Brooklyn perché non è un quartiere ma una città (…) Cominciò a farle vedere quelli che chiamava tesori nascosti, un tetto stuccato di bianco, un cornicione color lavagna decorato da bassorilievi, una fabbrica di acciaio dipinta di azzurro, un giardino nascosto dietro il portone di un palazzo del secolo precedente. La portò a vedere il luogo dove inizia il ponte più bello e potente del mondo, quello che spiega con i sacrifici e i sogni di chi l'ha costruito cos'è la potenza dell'America…" Alberto Monda L'America non esiste

Je sens le metro

  “…Je sens le metro…” fa dire Raymond Queneau alla sua Zazie. Il metro si “sente”. Un ‘insieme di odore, umidità, polvere…Succede solo a Parigi, a New York, a Londra. Nelle altre città si sale e si scende dai treni e basta...

Il designer e la "poubelle"

Tra le tante distorsioni linguistiche che mi indispongono c'è anche l'uso arbitrario che si fa oggi del termine “design”. Per mia fortuna ho imparato cosa fosse il design alla metà degli anni Settanta (del secolo scorso); ho avuto la fortuna di frequentare il liceo artistico della mia città dove insegnavano docenti davvero indimenticabili. La nozione di design me la fece entrare nella zucca niente meno che Bruno Munari in una serie di lezioni che tenne a noi studenti. Nel 1857 Michael Thonet riuscì a piegare per la prima volta il legno massello e creò un oggetto di arredo ancora oggi molto richiesto: si tratta, naturalmente, dell'omonima sedia. Peccato che oggi la vendano di ferro, di alluminio, di plastica; un oggetto ferito nel suo status. Ecco cosa non è il design.  Munari viveva in un mondo tutto suo, un mondo delicato, fatto di arguzia e semplicità. Era un soave intransigente. Il design non cercava la bellezza, né tanto meno l'artisticità, cercava la razionalità de...

Di cosa vivere

 " …un grande Maestro chassidico domandò a un discepolo:“ di cosa vivi?” e l'altro: “sono panettiere. Faccio pane e vendo pane. Con una parte del ricavato sfamo la famiglia e con l'altra compro la farina, il lievito e il sale”. Il Maestro lo incalzò :“ non mi interessa come passi il tuo tempo, ti ho chiesto di cosa vivi?…” Haim Baharier, Qabbalessico

Raymond

  Ricordo solo un personaggio degno di nota su un autobus parigino, si tratta del bizzarro personaggio, anch'esso parto della fervida fantasia di Raymond Queneau, protagonista di “Esercizi di stile” (pubblicato in Italia da Einaudi). il bus non ha lo stesso fascino del metro ma i percorsi disegnati che si trovavano fino a qualche decennio fa sulle vetture, sembrano piccole narrazioni della città…