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Visualizzazione dei post da gennaio, 2012

Il nulla dell'arte contemporanea

"  …La nullità della maggior parte dei prodotti dell'arte detta contemporanea, privata persino del rapporto con il surreale che André Breton e i suoi amici pittori e poeti vollero sostituire al soprannaturale cristiano. Per di più essa si applica ai tentativi fraudolenti di associare quella produzione a un “sacro” di ascendenza cristiano…" Marc Fumaroli,  Parigi-New York andata e ritorno

Trascrivere

Trascrivere è molto più faticoso di scrivere… Trovo traccia nel volume di Marc Fumaroli della mostra che vidi a Parigi nel 1993, “L'āmes su corps” curata da Jean Clair. Fumaroli la cita a proposito della Specola fiorentina e dell'insostenibile paragone con i cadaveri di Serrano e di Damien Hirst. Come dargli torto?

Foto d'affezione

  Parigi, gennaio 2008

Anti arte

 " …Quanto all'arte contemporanea francese, come ai suoi prestigiosi rivali stranieri, essa non intende far vedere la salvezza. La gioia, la speranza, la bellezza, la grazia quei tasti divini che hanno così spesso risuonato sulle corde dell'arte cristiana, sono per essa anatemi. Significherebbe collaborare con l'euforia materialista di una società di cui per altro non disdegna né la pubblicità, né i profitti. Questa arte anti-arte non crede in niente, soprattutto non in se stessa…" Marc Fumaroli,  Parigi-New York, andata e ritorno

Galerie Jamault

  Marais, Paris, agosto 2010.

Progressi

Da bambino, vivevo in una “casa operaia”. Forse non tutti sanno di cosa si tratti. Erano, sì, erano, poiché credo siano ormai del tutto scomparse, abitazioni riservate agli operai e alle loro famiglie che un'azienda, allora si sarebbe definita una fabbrica concedeva ai proprio operai. Io abitavo con i miei nonni e i miei genitori in una nelle case del “Cotonificio Olcese-Veneziano”, un enorme fabbrica tessile che ormai non esiste più, la cui attrazione maggiore consisteva per noi bambini di allora nella gigantesca ciminiera. Ma non di questo volevo parlare. All'epoca avevo nascosto tra i miei miserrimi giocattoli un oggetto che destava la meraviglia degli altri bambini: una biro a più colori. Eh già, ero uno dei pochi a possederla, ma la mia mamma, per assecondare la mia passione per la scrittura, non  badava a spese: si chiamava “Carioca”, (non la mamma che si chiamava Angelica, intendo la penna biro). E’ chiaro che a scuola non se ne parlava nemmeno di usare uno strumento del...

Immagini

  Ho passato la mia infanzia a ritagliare le immagine dei grattacieli di New York trovate sui giornali e sulle riviste. Riempivo interi quaderni di immagini sgranate e che, incollate, facevano gonfiare le pagine dei quaderni. Ora le immagini più suggestive le trovo nel Web. È vietato essere contenti per questo?

Simbiosi parigine

"  …La chiusura della Scuola di Parigi, che coincise con l'apertura clamorosa del Centre Pompidou nel 1976, la smania ideologica che seguì il fallimento politico del maggio'68 e la crescente ossessione di un americanismo antiamericano hanno affrettato la fine dell'ultima simbiosi parigina tra lettere e arti (…) Dopo quel canto del cigno troppa filosofia, troppa sociologia, troppe idee, troppi commenti, troppi calcoli tattici e un numero sempre minore di artisti e di opere…" Marc Fumaroli,  Parigi-New York, andata e ritorno

Gimme Shelter

  Gimme Shelter. Non ci abiterei mai. Bella da vedere ma ora che l'ho vista la possono abbattere anche domani.

André Bazin

André Bazin si chiedeva cosa ci facesse la macchina da presa in quel luogo… A me sembra il contrario: perché ci sono luoghi senza macchina da presa? Questi luoghi e queste vicende che ne sono privi, finiscono col non esistere. Sarà anche triste ma pare proprio così …

Installazioni

 " …Tra il Museo della Bowery a New York e il nuovo museo del Palais de Tokyo a Parigi (…) si fa a gara a chi andrà più lontano nell'installazione effimera di scarti, di immondizie, di fotografie scatologiche e criminologiche, tutti mezzi negativi e depressivi che pretendono di dare accesso ad un “sacro” di cui solo l'arte avrebbe il segreto ma di cui solo la clientela miliardaria dei nuovi ricchi ha i mezzi e e il piacere di offrirsi l'effimero possesso…" Marc Fumaroli,  Parigi-New York, andata e ritorno

Sergio Albiac

  Sergio Albiac.
L'omiletica è un arte complessa. Non è una lezione di teologia e nemmeno un comizio. Non è un discorso persuasivo e nemmeno un discorso confidenziale. Infatti è un'omelia. Non ci sono momenti in cui mi senta in pace con me stesso come quando ascolto l'omelia. E’ la quadratura del cerchio. E’ la spiegazione. Occorre Fede e fede nella parola. Quando si ha fede nella parola il discorso intellettuale è convincente. La liturgia delle parola è la parte del rito che più mi appartiene. Convinzioni religiose a parte, credo di aver imparato a leggere i libri grazie all'ascolto delle omelie. Per comprendere appieno un libro bisogna credere che ciò che l'autore scrive sia vero. Anzi che sia assolutamente vero. Anche se l'argomento di un libro può sembrare astruso, magari improbabile, bisogna credere che l'autore lo abbia scritto con la massima convinzione. E’ necessario soffermarsi sulle parole, rileggerle se è il caso, credere che siano vere. Il perché è molto semplice...

Timothy Goodman

  Una buona soluzione di Timothy Goodman per chi non ha denaro per acquistare opera d'arte…

L'abbondanza

Non c'è ombra di dubbio. Ho valutato la situazione, indagato, studiato, letto, scritto, visionato, soppesato, stimato, paragonato… Il peggior difetto del Web è l'abbondanza. Ma l'abbondanza non è certo la peggior disgrazia.

Daniel Egnéus

  Daniel Egnéus

Charles Blanc

I l disegno, scrive Charles Blanc, è il sesso maschile dell'arte, il colore il sesso femminile. L'unione di disegno e colore è necessaria per generare la pittura, come l'unione dell'uomo e della donna per generare l'umanità, ma il disegno deve conservare la sua preponderanza sul colore. In caso contrario, la pittura si perde, sarà perduta dal colore come l'umanità fu perduta da Eva… Marc Fumaroli,   Paris-New York e ritorno  

Paris vs New York

Un imperdibile volume della Penguins, “Paris versus New York”. Il racconto di due città, anzi “delle” due città. Insieme ai saggi sull'architettura, sulla storia, insieme ai fumetti, alla letteratura, un libro che va letto, visto e conservato…

J.Edgar

“J. Edgar” di Clint Eastwood è un film serio, quasi un documentario. Film cupo, ben ricostruito, senza fronzoli. Un film alla Eastwood insomma. Personaggio ambizioso e odioso ma anche efficiente. Hoover capo incontrastato dell'FBI inventò l'uso delle impronte digitali, schedò migliaia di persone, oggi, con i social network avrebbe risparmiato molte energie …

Jack Barnosky

  Jack Barnosky, NYC

Prima

“Prima”, ma non chiediamoci prima di cosa, sottolineavo i libri che leggevo. In realtà li “operavo”, li sezionavo. Non si trattava di una pura e semplice sottolineatura, piuttosto di una specie di vivisezione. Sottolineature di diversi colori, frecce, note a piè pagina, letterine, punti, spirali, virgolette, parentesi, insomma una vera ferramenta segnica. Poi è arrivata l'epoca degli evidenziatori che mi ha toccato poco: troppi presuntuosi. Quindi ho i cominciato a trascrivere intere pagine sui miei quaderni; ne ho riempiti decine. Ho letto interi libri alla ricerca di cosa sottolineare oppure cosa ricopiare sui miei quaderni. Oggi, per meglio dire da alcuni anni, mi limito a leggere con qualche cedimento; anzi con molti cedimenti, ma ho imparato a convivere con questa innocente dipendenza. Tanto da condividerla con voi…

Tentazioni

Cedo sempre alle tentazioni, secondo il noto pensiero di Oscar Wilde. L'ultima è quella di realizzare un blog onnicomprensivo. Pagine di un diario, quaderno di appunti, manifesto letterario, giornale, tutto insieme. Un blog si distingue proprio per questa sua versatilità. Eccolo, un nome per ogni stagione, sempre mutevole, come tutto quello che passa qui…

In nessuna direzione

Forse sarò influenzato dal bel libro di Marc Fumaroli ma davvero l'arte contemporanea sembra andare verso ogni direzione e quindi in nessuna direzione. Ma potrebbe anche essere vero che non sia necessario andare in una direzione precisa…Nei fatti è tutto lì a dimostrare che vetrine, immagini pubblicitarie, arte, moda, design non hanno più alcune reale differenza. Forse la direzione è proprio questa, il mescolamento totale. Mah…

Parigi grigio perla

  "…Il grigio perla di Parigi è unico. È una città per incisori, per bulinatori e per pastellisti che conoscono l'arte del disegno e quella dei riflessi di luce (…) La città ha conservato certi tratti ai quali l'urbanesimo di Haussmann ha dato la vita organica di un bel viso e di un corpo elegantemente drappeggiato, sui quali sono stati posati in seguito, come tanti gioielli una collana di ‘gares’, la spilla della Tour Eiffel, gli orecchini art nouveau del Grand e del Petit Palais e le eleganze art décodei Palazzi di Tokyo e di Chaillot…" Marc Fumaroli,  Parigi-New York e ritorno 

Il grigio-perla di Parigi

…Il grigio perla di Parigi è unico. È una città per incisori, per bulinatori e per pastellisti che conoscono l'arte del disegno e quella dei riflessi di luce (…) La città ha conservato certi tratti ai quali l'urbanesimo di Haussmann ha dato la vita organica di un bel viso e di un corpo elegantemente drappeggiato, sui quali sono stati posati in seguito, come tanti gioielli una collana di ‘gares’ la spilla della Tour Eiffel, gli orecchini art nouveau del Grand e del Petit Palais e le eleganze art déco dei Palazzi di Tokyo e di Chaillot… Marc Fumaroli, Parigi-New York e ritorno

Dal tetto

C'è sempre qualcuno su qualche tetto di New York o di Parigi, pronto a proclamare qualcosa o a rilasciare un'intervista o magari a farsi fotografare o a sbraitare qualcosa all'universo mondo. Ci avete mai fatto caso?

Bernard Buffet

  Bernard Buffet, Paris. Mi sono sempre piaciute le immagini di desolazione invernale o tardo autunnale…

A proposito di surrealtà

A proposito di surrealtà, sta per uscire il nuovo libro di Maurizio Milani dal titolo piuttosto esplicito, “Chi ha ciulato la corrente del golfo”. Avevo visto in lui, sin dalle prime uscite pubbliche, un potenziale genio, la lettura di un'anticipazione del libro sembra confermare questa prima impressione.

Senza web

Ci sono persone che sembra ricorrano alle cure dei sanitari per ‘disintossicarsi’ da Internet o da Facebook. Quel che però chi naviga in rete forse non sa è che ci sono persone che riescono a vivere senza Internet. Lo so è difficile da credere ma vi assicuro che ne conosco alcune. Queste a differenza dei primi non cercano nemmeno di curarsi!

Tentazioni

Cedo sempre alle tentazioni, secondo il noto pensiero di Oscar Wilde. L'ultima è quella di realizzare un blog onnicomprensivo. Pagine di un diario, quaderno di appunti, manifesto letterario, giornale, tutto insieme. Un blog si distingue proprio per questa sua versatilità. Eccolo, un nome per ogni stagione, sempre mutevole, come tutto quello che passa qui…

Edifici

  Ho sempre avuto una specie di “estasi” davanti a un bell'edificio…

Ulteriori tentazioni

  La tentazione di sostituire il mio amato quaderno con un blog c'è, ma credo sia possibile anche una dignitosa convivenza…