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Post

Visualizzazione dei post da giugno, 2012

Musei a New York

  "…Nell'anno 1869 la città di New York non aveva musei di alcun genere, né d'arte, né di storia naturale, quali se ne trovavano in città come Boston, Philadelphia, Chicago, Washington, o in tutte le capitali europee. Il giovane Theodore Roosvelt diede vita a un piccolo museo nella veranda sul retro di casa sua e in quello stesso anno suo padre entrò a far parte del movimento per la fondazione dell'American Museum of Natural Hystory… (Brian Selznick, La stanza delle meraviglie)

Post percepito

Non è tanto importante ciò che si scrive, non è importante come lo si scrive; non importa quali immagini si scelgono e nemmeno di chi siano. Non è importante il titolo del post al pari del suo contenuto. Non è importante quali argomenti si trattino, non importa sapere da che parte stiamo in una contesa. Non importa se si è superficiali o se si è profondi e nemmeno se si è seri o faceti. Non importa niente di niente. Le cronache di questi giorni ci insegnano che l'unica cosa che importa è la percezione. Come per la temperatura, non il post reale ma quello percepito…

Tuilleries

  Paris/New York. Fotografare alle Tuilleries è troppo facile. Per complicarmi la vita cerco sempre di fare foto turistiche che poi sono costretto ad elaborare per farle sembrare artistiche. Ma qualche volta ci riesco come con questa statuona di Aristid Mailol.

Paris/New York

Solo due città raccontano il mondo intero. Sono Parigi e New York; forse raccontano solo il mio ma siccome non mi va di restare solo senza mondo, io racconterò di loro qui, nel mio quaderno. Per ora “Paris/New York” è un blog su Blogger, prendo baracca e burattini e arrivo. Mi aspettate vero?  

Radiator Building

  A Bryant Park, New York si può anche far finta di nulla, guardare gli studenti stesi sull'erba, pranzare nel lussuoso ristorante della Public Library, si può godere della frescura della fontana ma, naturalmente, il vero soggetto del parco non può che essere “lui”, il Radiator Building e per “lui” non ci sono davvero parole…

Lenz

Ho letto “Lenz” nel febbraio 1983 quando un autobus mi portava nelle gelide mattine di febbraio dalla stazione ferroviaria della mia città alla base aerea dove prestavo il servizio militare. Quando penso a quel libro penso, immediatamente ai finestrini appannati dell'autobus…  

Nancy e Maurizio

  Dopo aver terminato di leggere il libro di Nancy Spector su Maurizio Cattelan mi accorgo di trovarmi di fronte a un artista naïf . Cattelan è di facile comprensione per tutti. Prima di leggere il libro sapevo di Cattelan poco meno di quello che so ora. Ne sono solo più convinto. Direi rassicurato.

Mai dissuadere un blogger

Mai dissuadere un blogger. Non è né giusto, né sbagliato, è inutile. Il blogger continuerebbe a pensare di essere un grande blogger. Ma c'è un secondo motivo per non dissuadere un blogger. Chi si dedica al blog non si dedica alla principale attività di grafomani e megalomani: scrivere libri. L'equazione è semplice: più blog, meno libri. Come ricordava Gomez-Davila: “…La letteratura non finirà perché non scriverà più nessuno, ma perché scriveranno tutti…”

Claes e Grant

  Ho deciso di dire tutto sull’arte. Basta connivenze. Partiamo dalla scultura. Non esiste più da tempo. Oggi si chiamano scultori persone che avrebbero tranquillamente potuto lavorare come commessi in una ferramenta. Prendiamo, per esempio Claes Oldenburg. Lasciamo perdere tutta la “tiritera” sulla pop-art, sulla decontestualizzazione degli oggetti…Oldenburg è un artigiano che costruisce oggetti fuori misura, come un calzolaio che confezionasse solo scarpe di misura 134. Si direbbe che è scemo. Certo immaginerebbe di esserlo altrimenti potrebbe considerarsi un artista. Meno male che qualcuno se ne è accorto, per la precisione io e Grant Snider…

Se cinque blog vi sembran pochi...

Unificare i blog è sempre un'operazione un po’ troppo di regime. Sembra di essere ai tempi delle “veline” (intendo dire quelle vere che non so quanti di coloro che leggono queste righe possano conoscere…), ma è anche un'operazione necessaria; gestire cinque blog in maniera soddisfacente è troppo anche per me. E allora da oggi, nei miei blog si leggeranno gli stessi post. Sul mio caro quaderno però si leggerà molto di più. Come sempre.

Design

  Leo Burnett…E’ difficile oggi non essere nauseati dal design, ma spesso accade.

Cuore di polvere

“Cuore di pietra” sembra avere in realtà un cuore di polvere. Ora se ne accorgono anche gli “artisti”, ma se ne erano già accorti i passanti…Una splendida rovina, ma pur sempre una rovina. (Installazione di Gian Maria Tosatti)  

Paris/New York

  Paris-New York. Come sempre Varham Muratyan si è superato in questa invenzione cartografica. Saranno davvero sovrapponibili le due città? L'idea è suggestiva, se poi non lo fossero mi piace pensarlo lo stesso, come per poterle abbracciare entrambe.

Il fratello di Ray

  E cosa avrà mai fatto ‘sto fratello di Ray-Ban, cioè Ray-Man, anzi Man-Ray altrimenti ci si confonde con Dustin Hoffmann…Uffa che confusione. Beh insomma ci è arrivato anche Jocelyne Grivaud usando una bella Barbie (che è molto meglio della modella-trumeau dell’americano). Non aveva ancora finito di pettinarsi ma è bella uguale…

Chiedetemi se sono felice

  Sono sulla terrazza del New Museum of Contemporary Art della Bowery a NYC. Qui se non sono felice, ci manca poco ad esserlo…

Libri parole ed altre questioni

Continuo a leggere il bel libro di Nancy Spector su Maurizio Cattelan. Il libro è piacevole, la lettura scorrevole. L'oggetto bello nella sua legatura in brossura; la carta morbida, le illustrazioni brillanti. Persino l'odore della carta è accattivante…Ma è il suo canto del cigno. Guardo verso la libreria che continue e un'enorme quantità di parole stampate, milioni di pagine, tonnellate di carta. Guardo verso lo schermo e percepisco chiaramente che trovare le parole qui è molto facile, facile ed accattivante leggerle, semplice trasmetterle ad altri. Non so se sia giusto o sbagliati pensarlo, ma lo penso…

Washington Square

  Non ci crederete ma vi fu un tempo in cui Washington Square si presentava così come la illustrò Jules Guerin. Infatti l'illustrazione si intitola “Washington Square Park”; carrozzine, balie, bambini, anziani…Beh i tempi cambiano.

La difficoltà di essere italiano

"  …La vera storia della mia opera è la storia di una difficoltà che si ripete. Ho cominciato a pensare anche alla difficoltà di essere italiano, di avere un'eredità alle spalle, dei rapporti con altri artisti, di essere membro di una comunità con una storia..." Maurizio Cattelan ( “All” di Nancy Spector)

Le modelle di Pollock

  Pollock non riuscì mai a trovare modelle che si facessero ritrarre nelle sue tele, anche perché erano troppo grandi (le tele non le modelle), anzi non trovò nemmeno pareti alle quali appendere le tele, infatti le buttò per terra); allora pensò bene di inventarsi l’action-painting”. Poi arrivò Olaf Breuning che prese “l’action painting” e la versò addosso alla malcapitata modella.  (Pollock-Breuning)

Tarli

Quando un tarlo comincia a lavorare nella mia testa non posso far altro che prestargli  attenzione. Oggi il tarlo ha la forma di un ritaglio di un catalogo Einaudi (per la precisione la rivista Cfr.) e dice : “Iconologia” Descrizione di diverse immagini cavate dall'antichità e di propria invenzione" Difficile resistergli. Andrò in libreria…

Soldi

  Curtis Readel. Beh i soldi non sono mai stati belli da vedere…

Dipendenze

Ci sono persone che sembra ricorrano alle cure dei sanitari per ‘disintossicarsi’ da Internet o da Facebook. Quel che però chi naviga in rete forse non sa è che ci sono persone che riescono a vivere senza Internet. Lo so è difficile da credere ma vi assicuro che ne conosco alcune. Queste a differenza dei primi non cercano nemmeno di curarsi!

Oggetto

Ma se uno studente di liceo dovesse cimentarsi in un tema sui social networks perché dovrebbe sottoporsi al giudizio di qualcuno che non sa nemmeno lontanamente cosa sia l'oggetto del suo scritto?

Subway

Amo molto fotografare le metropolitane; adoro farlo perché amo molto starci. Mi piacciono gli odori del carbone e dei vapori del metro parigino, della subway newyorkese, del tube londinese…Voi andate pure in montagna, io prometto di non offendermi, ma non offendetevi nemmeno voi…  

Dylan_Warhol

  Ma sì Bob, io l’avrei comprato. Non essere invidioso, in fondo appartiene ad un’altra generazione. Forse è stato più famoso di te, ma è morto… (Dylan-Warhol)

Nostalgie

  A volte sento la nostalgia dell'odore dell'inchiostro e delle pagine che lasciano tracce sulle mani…Ma solo a volte, per fortuna.

Bagnostian

  Bagnostian è una persona che ammiro molto, vorrei dire che invidio…

Città di porto

Mi dimentico sempre di considerare NYC una città con un porto, ed ora che il porta rispunta (anche se per far posto agli aperitivi e agli “eventi”), resta sempre un porto… Ho fotografato le piccole street intorno al Pier più famoso di NYC in una bella sera di maggio. Ho fatto bene.  

Times Square

  Se non si ha tempo per girare il mondo non resta che una soluzione: andare a Time Square e aspettare che il mondo giri intorno a noi.

Profondità di campo

  Ormai ogni foto sembra avere la sua profondità di campo accentuata; è una moda, passerà come tutte le mode ma intanto gustiamocela…

Silenzio

In un'intervista di molti anni fa il grande John Cage affermava che appoggiando il suo strumento musicale sul pavimento di un tram di San Francisco, questi emetteva il suo primo suono. Ieri sera in un cascinale sperduto tra le risaie ho ascoltato John Cage proposto da un gruppo svizzero, l'Ensemble Babel, esibitosi all'interno di una serie di concerti Jazz. Erano parecchi anni che non sentivo un concerto con musiche di John Cage dal vivo e l'emozione è stata ancora più forte. Cos'è in fondo la musica? Di essa fa parte il silenzio? Dove scorre il confine tra musica e rumore? Si può godere di una serie di rumori? Il rumore ha valenza estetica? Se queste domande non turbano i vostri sonni, meglio così, ma se per caso vi foste posti domande del genere allora invece di leggere poderosi tomi di estetica musicale o astrusi trattati teorici, ascoltate John Cage, senza pregiudizi magari in una sera d'estate sull'argine di una risaia o su un tram di “Frisco”, poco imp...

Restaurant

  Dicono di esserci stati tutti, ma ci sono stati tutti solo dopo aver visto “Tutto può accadere” con il grande Jack Nicholson, prima ci eravamo stati in pochi…

Banksy

  Banksy. Non ho mai capito perché i suoi lavori sono belli solo a Londra…

Hopper-Groening

  Ce l’aveva messa proprio tutta Hopper a svuotare quel dinner; niente da fare la strada era troppo trafficata. Solo un povero cretino sarebbe riuscito a far fallire quel posto. E così Matt Groening ha pensato di rilevarlo. Insomma se non si sanno fare gli affari poi si finisce col fare gli artisti…

Little Italy

  New York, Little Italy,  maggio 2012. Passavo davanti ad una galleria d'arte…

Gente che guarda

Da tempo quando vado nei musei o nelle gallerie d'arte, alle mostre, non guardo più le opere. Ne ho viste tante in quarant'anni…No, ormai guardo le persone che guardano le opere. Molto più interessante ormai. Cerco di carpire le loro parole. In fondo le “informazioni” sull'opera, i titoli, le teorie, le interpretazioni, le posso trovare nella mia biblioteca, nei libri, sulle riviste, in rete. Ma ciò che dicono le persone e ciò che “dicono” i loro sguardi, è per me, ormai, molto più divertente. Non ho mai sentito tante sciocchezze come ad una mostra o in un museo. Mentre davanti al parere del proprio idraulico o del proprio dentista, si tende ad ascoltare e tacere, davanti ad un'opera d'arte nessuno di noi sa trattenersi dal dire un certo numero di sciocchezze. L'opera sembra stimolarci a prendere una posizione, a dimostrare qualcosa, che poi è sempre la stessa cosa: io sono una persona colta e sensibile, abituato all'arte, ne so cogliere i valori, so trarne ...

MoMa

  Felice con Jackson...

Nyc

  Non so chi di Voi si ricorda di Ruggero Orlando. Un giornalista televisivo, della televisione in bianco e nero della fine degli anni Sessanta, un grande giornalista. Mi sedevo per terra a casa dei nonni e aspettavo di vederlo apparire alla televisione  e di sentire il suo inconfondibile “…Da New York vi parla Ruggero Orlando…”; sullo sfondo compariva una sgranatissima foto del palazzo delle Nazioni Unite oppure la Casa Bianca. Ed io sognavo di essere là con lui. Domani parto per New York, continuerò questo post dal cuore del mondo. A presto… Ventitré maggio Eccomi qui. Quando si è a New York City il mondo, il nostro piccolo e provincialissimo mondo sembra non esistere. Piove sulla città, ma è un particolare di nessun rilievo; la pioggia fa sembrare ancora di più la città a Gotham City ( e chi ama il fumetto sa  bene a cosa mi riferisco). Quando sono qui mi sento confortato nelle mie convinzioni; quelle che mi fanno pensare che mentre il mondo cambia, noi (nel senso di “...