Ho avuto notizia proprio poco fa che una cara amica ha scritto un libro. Proprio qualche giorno fa pensavo di quanto fosse ormai inutile scrivere libri. O almeno di quanto lo stesse diventando. Forse precorro i tempi, anzi, li precorro certamente, ma sono convinto che i libri abbiano poco futuro. Non intendo l'oggetto-libro che è stato anche al centro di un libro (guarda caso), di Umberto Eco e Jacques Rivière dal titolo “Non sperate di liberarvi dei libri”. L'oggetto è pratico, relativamente poco costoso, piuttosto resistente, non richiede grandi applicazioni tecnologiche. Il problema è che il libro serve “solo” ad essere letto ma per tutto il resto, dalla conversazione, alla recensione, all'acquisto, allo scambio, alla catalogazione, il “resto” appunto, avviene, ormai, tutto qui. E anche la lettura, non solo per il fenomeno degli e.book, comincia a spostarsi dalla carta allo schermo. Si potrà dire che è una bella scoperta. Lo è. Non intendo la mia, intendo il Web. Inutile scrivere libri, molto meglio elaborare un blog. Magari di “ex-libris”.
La lista della parole- spazzatura deve essere costantemente aggiornata. Oggi opterei per l'uso esagerato del participio presente del verbo devastare. “Devastante” è un terremoto, non sono le chiacchiere di un collega di lavoro…
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