Mi è capitato molte volte di veder dormire qualcuno che assisteva ad un concerto di musica classica. L'ultima volta mi è accaduto ieri sera mentre assistevo, nella Basilica di San Gaudenzio nella mia città all'esecuzione delle “Variazioni Goldberg” di Johann Sebastian Bach da parte di Simone Pedroni. Ma, ripeto, mi è accaduto molto volte. Scandalo? Non per me. A mio modo di vedere chi dorme ama la musica che sta ascoltando. Abbandonarsi al sonno accade solo quando ci si sente a proprio agio, quando la rilassatezza del nostro corpo raggiunge il suo apice; succede solo quando vogliamo lasciare le tribolazioni di questo mondo almeno per un po’. “Somnium est imago Mortis” dicevano i latini e se la musica ci fa trapassare in un provvisorio “altro mondo” credo abbia raggiunto il suo scopo, forse uno dei suoi scopi. Naturalmente, per questione di buone maniere, non ci si deve abbandonare troppo in fretta nelle braccia di Morfeo, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che non sia stata la musica e sarebbe disdicevole ...
La lista della parole- spazzatura deve essere costantemente aggiornata. Oggi opterei per l'uso esagerato del participio presente del verbo devastare. “Devastante” è un terremoto, non sono le chiacchiere di un collega di lavoro…
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