In un'intervista di molti anni fa il grande John Cage affermava che appoggiando il suo strumento musicale sul pavimento di un tram di San Francisco, questi emetteva il suo primo suono. Ieri sera in un cascinale sperduto tra le risaie ho ascoltato John Cage proposto da un gruppo svizzero, l'Ensemble Babel, esibitosi all'interno di una serie di concerti Jazz. Erano parecchi anni che non sentivo un concerto con musiche di John Cage dal vivo e l'emozione è stata ancora più forte. Cos'è in fondo la musica? Di essa fa parte il silenzio? Dove scorre il confine tra musica e rumore? Si può godere di una serie di rumori? Il rumore ha valenza estetica? Se queste domande non turbano i vostri sonni, meglio così, ma se per caso vi foste posti domande del genere allora invece di leggere poderosi tomi di estetica musicale o astrusi trattati teorici, ascoltate John Cage, senza pregiudizi magari in una sera d'estate sull'argine di una risaia o su un tram di “Frisco”, poco importa…
La lista della parole- spazzatura deve essere costantemente aggiornata. Oggi opterei per l'uso esagerato del participio presente del verbo devastare. “Devastante” è un terremoto, non sono le chiacchiere di un collega di lavoro…
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