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St. Tropez

 Mi auguro che nessuno pensi alla strofa della patetica canzonetta. Si tratta solo di una indicazione topografica sulla mia prossima dislocazione. Non sono particolarmente incline alle località marine ma devo ammettere che per me St. Tropez non è un luogo come un altro, ci vado da decenni e non me ne sono ancora stufato. Anni fa, Umberto Eco scriveva che i luoghi che sono degni di essere visitati sono solo quelli presenti sui sacchetti delle boutiques di lusso. New York, London, Paris, Venezia, St. Moritz, Montecarlo, St. Tropez…Ho sempre preso per oro colato le parole di Eco e non me ne sono mai pentito. Vi riferirò da luogo…

Eccomi nel sole della Côte..il colmo è che questa sera a St.Tropez c'è la festa dei Belgi e per non offendere qualche amico dovrò sgargarozzarmi birra e mangiare chocrute ( che con il sole di qui non è poi il massimo)…
Superata indenne la festa dei Belgi, passeggio per la Cittadelle e poi ascolto i grilli (in alcune questioni devo fare di necessità virtù)
Vivo sempre la vita in spiaggia come una situazione necessaria. Anche se Pampelonne offre sempre qualcosa di più che non i consueti strepiti. Ciò che preferisco fare in spiaggia è cercare di immaginare le professioni dei bagnati. Cerco di immaginarli nei loro abiti professionali, nelle loro città, e questo hobby richiede un surplus di immaginazione vista la popolazione cosmopolita di questo luogo…Sì, avete indovinato, faccio anche il bagno una volta smessi i panni del blogger, col mio bel costumino, la crema solare e tutto il resto…
Ho incominciato a leggere “Viaggio al termine della notte” di Céline, uno di quei libri che ha vent'anni avrei voluto leggere e che, per un motivo o per l'altro, non sono mai riuscito a cominciare; ne lessi una versione a fumetti illustrata superbamente da Jacques Tardi, ma, naturalmente, il testo è un'altra cosa. Lo faccio sulla spiaggia, sotto il sole abbacinante e non curante della vita da spiaggia che comprende certamente le letture ma non si tratta certo di un libro da spiaggia. Io invece leggo sempre libri non da spiaggia sulla spiaggia e libri futili assiso alla mia ribaltina. Adesso qualcuno dirà che voglio fare l'originale a tutti i costi. Non si tratta di questo ma la seriosità di un ambiente fa da contrasto ad una lettura futile e la gioiosità di un altro fa da contrasto a questo testo bellissimo ma duro. Sì, voglio fare l'originale. Ieri sera, per fare gli originali, un sushi a St.Tropez ci stava bene…
Chi ha sempre pensato solo che Van Gogh fosse un pazzo visionario forse non ha mai visto la luce della Provenza e della Costa Azzurra; era solo un pittore realista. Non ho mai ben compreso di quale follia si trattasse, di quale riflesso essa abbia nei suoi dipinti. Adesso qui in questo meriggiare né pallido, né assorto è facile comprenderlo…
Completo la giornata con una bella cenetta a Grimaud. Un luogo bellissimo dove non vivrei mai e pensandoci bene nemmeno ci morirei, non passerebbe nessuno sulla tua tomba e se passasse qualcuno sarebbe per scattarci una fotografia, come faccio io del resto…
Da anni vengo qui in questo luogo incantevole che si chiama MourAmour, tanto che i proprietari di questo “residence” per usare un termine molto improprio, sono diventati nostri amici; Francois e Patrick non si ammazzano di lavoro e fanno bene, vivono qui durante la bella stagione e in inverno tornano a Parigi. Vi chiederete perché scrivo tutto ciò (me lo chiedo anch'io se la cosa può consolare); in realtà interpretano alla perfezione il cliché del “bon vivant”: buona cucina, buona musica, belle mostre, mare, aria aperta, “dolcefarniente” (che guarda caso è un termine italiano e qualcosa dovrebbe suggerirci). Il fatto è che questo è in contrasto coi loro ospiti che arrivano qui da efficientissime città tedesche, olandesi, pochi gli italiani. Il luogo e la squisitezza dei due “albergatori” li cambia. Dopo essere scesi dalle loro terribili auto-carri-armati si fanno prendere dalla cortesia dei padroni di casa e dal loro amichevole modo di intendere l'ospitalità ed il miracolo è compiuto, diventano esseri umani. Miracoli della “Douce France”…
Il pomeriggio trascorre sempre veloce, le letture sono i tense; il “viaggio” di Céline si svela essere un libro di grande livello. In questi momenti rimpiango un po’ un vecchio blog, che qualcuno ricorderà, “Scaffali”, dove raccontavo la storia dei miei libri; non raccontavo il contenuto dei libri ma la storia del libro: circostanze dell'acquisto, giorni della lettura, persone che mi legavano al volume ecc. Ora che ci penso si trattava davvero di un blog interessante. Come altri è morto d'asfissia, pochi lettori e pochissimi commenti. Però l'idea di riesumare la storia dei libri non mi è ancora passata del tutto dalla mente. Potrei cominciare da questo Céline dalle pagine piene di sale e leggermente sgualcito dalla sabbia e dal vento…Naturalmente i Vostri suggerimenti sono graditissimi…
Non ho mai ben capito perché i francesi scrivano sempre e lo fanno soprattutto nei bistro, al ristirante, al banco di un locale…Anche nella St.Tropez degli snob a tempo pieno e dei neo ricchi russi, agli attracchi delle barche da favola, qualcuno scrive. Mi son sempre chiesto cosa scrivono e soprattutto a chi scrivono. Mi capita anche a Parigi di avere la stessa curiosità. Anche nel più raffinato dei ristoranti, se guardate bene, qualcuno in un angolo, scrive. Del resto adesso sto scrivendo anch'io, che sia diventato un po’ francese?
Se volete capire bene il carattere della Provenza e della Côte potete anche stare a casa vostra, basta però che leggiate l'esilarante volume di Peter Mayle, “Un anno in Provenza”. La proverbiale indolenza e la dolcezza del carattere vi è raccontata con gran maestria, se però volete toccare con mano, tutto sommato è meglio. Qual è il miglior ristorante di St. Tropez? Ognuno avrà il suo ma da un paio d'anni “Salama” li ha lascati indietro tutti. Un ristorante raffinatissimo, come non potrebbe mai essere un ristorante marocchino, un cous cous, elaborato come non potrebbe mai essere un cous cous originale, locale frequentato dal bel mondo, come non sarebbe frequentato in Marocco. Insomma “Salama” è un ristorante marocchino disegnato da un illustratore di favole. Ma è una favola…La mia dose di “esotico” può bastare. Lo so vivo con molti pregiudizi, ma vivo bene. Il vento offre un capitolo a sé stante nella Côte. Mi manca quando non c'è ma quando c'è ti tormenta. Il Mistral ha un ruolo importante nella storia dell'arte moderna. Non ci sarebbero stati certi colori, non ci sarebbe stata la presunta follia di Van Gogh, non ci sarebbe stato l'Estaque, non si sarebbe vista la Sainte Victoire, non avrebbe girato le sue pale nemmeno il mulino di Daudet non lontano da qui, non ci sarebbero state molte cose che questo vento racconta. Lo ascolto come si ascolta un amico saggio…

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