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Trapassato futuro

 Mi sono sempre piaciuti gli inventori di parole che si chiamino Perec, Queneau, Calvino o Bartezzaghi; non ho però ancora trovato qualcuno che abbia inventato una forma verbale che ormai appare indispensabile: il trapassato futuro. Sì, necessita e anche velocemente perché c'è sempre qualcosa nel nostro passato recente o remoto che rimanda a qualcosa che c'è o ci sarà nel nostro futuro prossimo o remoto. Da bambino spesso, prendevo una vecchia tavola dove mia nonna impastava la farina per fare la pasta e nel retro fissavo con un po’ di colla “Coccoina” dei ritagli di orologi facendo diventare quella vecchia tavola un “display” si direbbe oggi di un immaginario “cervello elettronico” (si sarebbe detto una volta. Lì scorrevano (o meglio scorrevano nella mia mente) tutti i nomi dei miei compagni di scuola e cosa stavano facendo in quel momento. Non solo, li potevo vedere con una telecamera nascosta nella loro casa. Insomma avevo inventato Facebook e Skype e non lo sapevo! Peccato che qualcuno ci abbia pensato dopo in un futuro trapassato…Chiaro vero?

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